Igiene Orale

Miglior dentifricio per gengive sensibili e parodontite 2026

Autore & revisione medica
Dott. Nicolò Galeazzi — il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Osimo (Ancona) · Master II Liv. in Parodontologia, Policlinico Gemelli, Roma · Socio Ordinario SIdP · profilo completo
Pubblicato: · Ultima revisione clinica:
Fonti: linee guida EFP, SIdP, letteratura peer-reviewed indicata nel testo.
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Dott. Nicolò Galeazzi
Dott. Nicolò Galeazzi
Il dentista delle gengive · parodontologo, esperto in parodontologia e implantologia · Master II Livello in Parodontologia, Gemelli Roma · SIdP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia)
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Il dentifricio giusto può fare la differenza per chi ha gengive sensibili o parodontite, ma solo se abbinato a una tecnica di spazzolamento corretta con spazzolino elettrico rotante-oscillante e scovolino dopo ogni pasto. In questa guida ti spiego quali sono i migliori dentifrici per parodontite e gengive sensibili, per categoria di ingredienti, con ingredienti chiave, avvertenze cliniche e consigli pratici basati sulle evidenze scientifiche.

▶ Guarda invece di leggere Il Dott. Galeazzi spiega perché il «miglior dentifricio» non esiste, e cosa guardare davvero sul tubetto: fluoro, abrasività e il tuo problema specifico.

Se hai le gengive che sanguinano, sono gonfie o presenti altri sintomi di parodontite, probabilmente ti sei chiesto: quale dentifricio dovrei usare? È una domanda legittima, ma devo essere onesto con te fin dall'inizio.

Come parodontologo, vedo ogni giorno pazienti che spendono 10-15 euro per il dentifricio “miracoloso” ma usano una tecnica di spazzolamento sbagliata. Il risultato? Soldi buttati e gengive che continuano a peggiorare.

La verità è questa: il dentifricio è importante, ma è secondario rispetto alla tecnica meccanica. Uno spazzolino elettrico rotante-oscillante usato correttamente e lo scovolino interdentale dopo ogni pasto fanno l'80% del lavoro. Il dentifricio aggiunge quel 20% in più che, con la giusta formula, può fare la differenza.

In questa guida ti spiego quali ingredienti cercare, quali prodotti consiglio ai miei pazienti e — soprattutto — cosa evitare assolutamente se hai gengive sensibili o parodontite.

80%
del risultato dipende dalla tecnica meccanica (spazzolino + scovolino)
Evidenze cliniche EFP
1450 ppm
fluoro minimo raccomandato per adulti con parodontite
European Federation of Periodontology
Punto chiave

Lo spazzolino elettrico rotante-oscillante e lo scovolino interdentale dopo ogni pasto sono più importanti di qualsiasi dentifricio. Senza una tecnica meccanica corretta, anche il dentifricio migliore del mondo non fermerà la progressione della malattia parodontale.

Punto chiave

Per la terapia di supporto parodontale quotidiana, la categoria giusta è il dentifricio con fluoruro amminico/stannoso senza SLS: azione antibatterica prolungata e buona tollerabilità. Se hai sanguinamento attivo, la categoria al bicarbonato con fluoro ha le evidenze migliori.

Punto chiave

I dentifrici con clorexidina (es. Curasept ADS 0,12%) sono terapeutici: massimo 2-3 settimane dopo il debridement o la chirurgia parodontale. L'uso prolungato causa macchie sui denti e alterazione del gusto.

Punto chiave

Evita i dentifrici sbiancanti abrasivi e quelli al carbone attivo se hai gengive sensibili o parodontite. Scegli formule con RDA inferiore a 70 e almeno 1450 ppm di fluoro.

Perché il dentifricio da solo non basta (e cosa conta davvero)

La parodontite è causata dall'accumulo di biofilm batterico (placca) nel solco gengivale e negli spazi interdentali. Questo biofilm è una struttura organizzata di batteri che aderisce saldamente alla superficie dei denti. Per rimuoverlo serve un'azione meccanica: lo spazzolamento.

Il dentifricio svolge un ruolo di supporto: i suoi principi attivi possono avere effetto antibatterico, anti-infiammatorio, remineralizzante o desensibilizzante. Ma nessun dentifricio al mondo può compensare una tecnica di spazzolamento inadeguata.

Ecco la gerarchia corretta per chi ha gengive sensibili o parodontite:

  1. Spazzolino elettrico rotante-oscillante — è lo strumento più importante. Va usato dopo ogni pasto (non solo mattina e sera), inclinato a 45 gradi sul solco gengivale. Due minuti per sessione
  2. Scovolino interdentale — indispensabile, dopo ogni pasto insieme allo spazzolino. Lo spazzolino non arriva tra dente e dente, dove il biofilm si accumula di più
  3. Dentifricio adeguato — la formula giusta potenzia l'effetto dello spazzolamento
  4. Collutorio — utile in fasi specifiche, non sostituisce nulla

Se stai leggendo questo articolo sperando che cambiare dentifricio risolva il problema delle gengive che sanguinano, fermati un momento. Prima assicurati di usare lo spazzolino elettrico rotante-oscillante e lo scovolino dopo ogni pasto. Solo dopo ha senso ottimizzare il dentifricio.

Gli ingredienti chiave da cercare in un dentifricio per gengive sensibili

Non tutti i dentifrici sono uguali. Quando hai gengive sensibili, infiammate o parodontite diagnosticata, ci sono ingredienti specifici che fanno la differenza. Ecco i più importanti:

1. Fluoro (1450 ppm minimo)

Il fluoro è l'ingrediente più studiato e più raccomandato in odontoiatria preventiva. A 1450 ppm (parti per milione), la concentrazione standard per adulti, il fluoro:

Tutte le principali linee guida internazionali — incluse quelle della EFP (European Federation of Periodontology) — raccomandano dentifrici con almeno 1450 ppm di fluoro. Non usare dentifrici senza fluoro a meno che il tuo dentista non te lo abbia indicato per un motivo specifico.

2. Fluoruro amminico/stannoso

È il tipo di fluoro che in etichetta trovi come “Olaflur” o “fluoruro amminico” (es. Meridol). A differenza del classico fluoruro di sodio, il fluoruro amminico forma un film protettivo sulla superficie dei denti e ha un'azione antibatterica prolungata. Il fluoruro stannoso (SnF2) ha dimostrato proprietà anti-placca e anti-gengivite superiori al semplice fluoruro di sodio in diversi studi clinici.

3. Bicarbonato di sodio

Ingrediente principale dei dentifrici “per gengive” a base di bicarbonato (es. Parodontax). Il bicarbonato al 67% ha un'azione meccanica di disgregazione del biofilm batterico. Diversi studi clinici hanno mostrato una riduzione significativa del sanguinamento gengivale (BOP) dopo 12 settimane di utilizzo. Ha anche un'azione leggermente alcalinizzante che contrasta l'acidità prodotta dai batteri.

Punto chiave

Il fluoro ad alta concentrazione (1450 ppm) è l'ingrediente più importante. Se il tuo dentifricio non lo contiene, cambialo subito — indipendentemente dalla marca.

4. Agenti desensibilizzanti (nitrato di potassio, idrossiapatite)

Se hai recessioni gengivali (gengive ritirate) con esposizione della radice, il dente diventa sensibile al freddo e al caldo. Il nitrato di potassio agisce sulle fibre nervose riducendo la trasmissione del dolore. L'idrossiapatite (utilizzata da Biorepair) occlude i tubuli dentinali esposti, creando una barriera fisica contro gli stimoli.

5. Cosa evitare: SLS (Sodium Lauryl Sulfate)

L'SLS è un tensioattivo aggressivo presente in molti dentifrici economici. È quello che produce la schiuma abbondante. In pazienti con gengive sensibili o mucose delicate, l'SLS può causare irritazione, afte ricorrenti e fastidio. Scegli dentifrici senza SLS o con tensioattivi più delicati.

Confronto ingredienti chiave nei dentifrici per gengive Fluoro 1450 ppm Remineralizza lo smalto Antibatterico diretto Gold standard EFP Uso: quotidiano es. Meridol, Parodontax, Sensodyne Clorexidina 0.12% Antibatterico potente Riduce carica batterica Causa macchie dentali Uso: max 2-3 settimane es. Curasept ADS Idrossiapatite Occlude tubuli dentinali Biomimetica (naturale) Senza fluoro Uso: alternativa al fluoro es. Biorepair Il fluoro 1450 ppm resta il gold standard raccomandato dalla comunità scientifica internazionale
Figura 5 — Rappresentazione clinica (Dr. N. Galeazzi, 2026)

Figura 1 — Confronto tra i principali ingredienti attivi nei dentifrici per gengive sensibili

Le tue gengive sanguinano quando ti lavi i denti?

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I migliori dentifrici per parodontite e gengive sensibili: le 5 categorie

Non esiste il dentifricio perfetto per tutti: dipende dalla tua situazione clinica, che si valuta con un sondaggio parodontale. E non ti serve una classifica di marche: ti serve riconoscere la categoria giusta leggendo il principio attivo in etichetta. Sono cinque.

1. Clorexidina 0,12% — solo per le fasi acute

È un dentifricio terapeutico, non da tutti i giorni. La clorexidina è il più potente agente antibatterico disponibile nel cavo orale; le formulazioni con sistema anti-pigmentazione (in etichetta “ADS”) riducono le macchie tipiche della clorexidina.

Cosa cercare in etichettaClorexidina digluconato 0,12% · meglio se con sistema anti-pigmentazione
SLSDi solito assente
DurataMassimo 2-3 settimane, poi si passa a un dentifricio di mantenimento
Ideale perDopo il debridement, dopo la chirurgia parodontale, fasi di infiammazione acuta

Quando ha senso: dopo la terapia causale non chirurgica, dopo interventi di chirurgia parodontale, nelle fasi acute. L'uso prolungato causa macchie brune sui denti e alterazione del gusto: usalo solo su indicazione del parodontologo e per il periodo prescritto.

2. Fluoruro stannoso + nitrato di potassio — sensibilità e gengive insieme

Se hai sia sensibilità (fastidio al freddo e al caldo) sia gengive infiammate, cerca questa combinazione: il fluoruro stannoso agisce come antibatterico e crea uno strato protettivo sulla radice esposta, il nitrato di potassio riduce la trasmissione del dolore.

Cosa cercare in etichettaFluoruro stannoso (circa 0,45%) + nitrato di potassio 5%
SLSDi solito assente
UsoQuotidiano
Ideale perRecessioni gengivali con sensibilità, parodontite con ipersensibilità

3. Bicarbonato di sodio + fluoro — gengive che sanguinano

La categoria “per gengive” più conosciuta in Italia. Un'alta concentrazione di bicarbonato di sodio (intorno al 67%) aiuta a disgregare meccanicamente la placca lungo il margine gengivale; il fluoro a 1400-1450 ppm protegge lo smalto. Ha evidenze cliniche solide sulla riduzione del sanguinamento.

Cosa cercare in etichettaBicarbonato di sodio (circa 67%) + fluoruro di sodio 1400 ppm
SLSSpesso presente: attenzione se hai afte ricorrenti
SaporeSalato, particolare: ci si abitua in 1-2 settimane
Ideale perGengive che sanguinano, gengivite, terapia di supporto parodontale

4. Fluoruro amminico + fluoruro stannoso, senza SLS — mantenimento quotidiano

Il fluoruro stannoso ha proprietà antibatteriche superiori al semplice fluoruro di sodio, con un effetto protettivo prolungato sulle gengive e un lieve effetto anti-infiammatorio. Senza SLS e con sapore delicato, è la categoria che indico più spesso per la terapia di supporto parodontale a lungo termine.

Cosa cercare in etichettaFluoruro amminico (Olaflur) + fluoruro stannoso, 1400 ppm · senza SLS
SLSAssente
UsoQuotidiano, a lungo termine
Ideale perTerapia di supporto parodontale, gengivite, gengive sensibili

5. Idrossiapatite senza fluoro — solo con un motivo clinico

L'idrossiapatite biomimetica è il minerale di cui è fatto lo smalto: le sue particelle si legano alla superficie del dente e occludono i tubuli dentinali esposti. È un'alternativa valida per chi ha un'intolleranza al fluoro (rara) o preferisce un prodotto senza fluoro per motivi personali.

Cosa cercare in etichettaIdrossiapatite (spesso indicata come “microRepair” o “nano-idrossiapatite”) · zinco
FluoroAssente
UsoQuotidiano
Ideale perChi non può o non vuole usare il fluoro, sensibilità dentale

Con cautela: il fluoro resta il riferimento raccomandato dalla comunità scientifica internazionale. Non sostituire un dentifricio al fluoro con uno senza fluoro se non c'è un motivo clinico specifico.

Tabella riassuntiva: quale categoria scegliere

CategoriaPrincipio attivoFluoroSLSUso
Clorexidina 0,12%Clorexidina 0,12%SìNoSolo fasi acute, 2-3 sett.
Stannoso + nitrato di potassioFluoruro stannoso + nitrato KSìNoQuotidiano
Bicarbonato + fluoroBicarbonato 67%1400 ppmSpessoQuotidiano
Amminico/stannoso senza SLSFluoruro amminico/stannoso1400 ppmNoQuotidiano
IdrossiapatiteIdrossiapatiteNoNoQuotidiano, con motivo clinico

Il mio consiglio: per l'uso quotidiano di mantenimento, un dentifricio con fluoruro amminico/stannoso senza SLS. Se hai sanguinamento attivo, la categoria al bicarbonato con fluoro ha le evidenze migliori sul sanguinamento. Se hai anche sensibilità al freddo per gengive ritirate, la combinazione fluoruro stannoso + nitrato di potassio. La clorexidina solo su indicazione del parodontologo e per periodi brevi.

Dentifrici da evitare se hai gengive sensibili

Non tutti i dentifrici in commercio sono adatti a chi ha problemi gengivali. Alcuni possono addirittura peggiorare la situazione. Ecco cosa evitare:

Dentifrici sbiancanti abrasivi

Molti dentifrici sbiancanti contengono particelle abrasive con un alto indice RDA (Relative Dentin Abrasivity). Se supera 100-120, l'abrasività è eccessiva per gengive sensibili e per lo smalto, soprattutto in presenza di recessioni gengivali dove la radice del dente è esposta (la radice non ha smalto protettivo ed è molto più vulnerabile all'abrasione).

Carbone attivo

I dentifrici al carbone attivo sono diventati molto popolari sui social media, ma sono altamente sconsigliati per chi ha gengive sensibili. Il carbone attivo è estremamente abrasivo, può danneggiare lo smalto e irritare le gengive infiammate. Inoltre, la maggior parte dei dentifrici al carbone attivo non contiene fluoro, eliminando l'azione protettiva più importante.

Dentifrici senza fluoro senza motivo

Esiste una tendenza a considerare il fluoro “tossico” o “chimico”. È una posizione non supportata dalla scienza. A 1450 ppm nel dentifricio, il fluoro è sicuro ed efficace. Alle dosi utilizzate nei dentifrici, non ci sono rischi per la salute. Non eliminare il fluoro dalla tua routine senza una ragione clinica specifica discussa con il tuo dentista.

Dentifrici con SLS in pazienti con afte ricorrenti

Se soffri di afte (stomatite aftosa ricorrente), il Sodium Lauryl Sulfate può essere un fattore scatenante. In questo caso, scegli dentifrici senza SLS: lo verifichi nell'elenco ingredienti (es. Meridol, Sensodyne, Biorepair).

Le gengive sanguinano ancora nonostante il dentifricio?

Il sanguinamento gengivale persistente è il primo segnale di parodontite. Prenota una visita parodontale completa con sondaggio diagnostico per scoprire lo stadio della malattia e il piano di trattamento adatto a te.

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Come usare il dentifricio nel modo corretto (la tecnica conta più del prodotto)

Anche il miglior dentifricio del mondo diventa inutile se usato con la tecnica sbagliata. Ecco le regole fondamentali:

  1. Quantità: un pisello — non serve riempire lo spazzolino. Una quantità pari a un pisello è sufficiente per un adulto. Troppo dentifricio crea troppa schiuma e impedisce di vedere dove stai spazzolando
  2. Spazzolino elettrico rotante-oscillante — consiglio a tutti i miei pazienti di usare uno spazzolino elettrico rotante-oscillante. La rimozione meccanica del biofilm è nettamente superiore rispetto allo spazzolino manuale
  3. Dopo ogni pasto — non solo mattina e sera. Lo spazzolino elettrico e lo scovolino vanno usati dopo colazione, pranzo e cena per rimuovere tutti i residui di cibo
  4. Inclina a 45 gradi sul solco gengivale — è lì che si accumula il biofilm più pericoloso per le gengive
  5. Non risciacquare troppo — dopo lo spazzolamento, sputa il dentifricio in eccesso ma non risciacquare con abbondante acqua. Lascia che i principi attivi (fluoro, fluoruro stannoso) restino a contatto con denti e gengive il più a lungo possibile
  6. Scovolino dopo lo spazzolino — sempre, dopo ogni pasto. Lo scovolino interdentale rimuove il biofilm dagli spazi dove lo spazzolino non arriva

Non dimenticare lo scovolino — il dentifricio non raggiunge gli spazi interdentali. Per una guida completa: Come scegliere e usare gli scovolini interdentali.

Quale dentifricio per quale situazione: schema pratico

Per semplificare, ecco il mio schema di raccomandazione in base alla tua situazione clinica:

Ricorda: nessun dentifricio sostituisce una diagnosi professionale. Se hai gengive che sanguinano, gengive gonfie o sensibilità persistente, hai bisogno di una visita parodontale con sondaggio diagnostico — non solo di cambiare dentifricio.

Dentifricio per gengive ritirate: cosa può fare (e cosa no)

Le gengive ritirate scoprono il colletto del dente, che diventa sensibile al freddo e allo spazzolamento. Il dentifricio per gengive ritirate giusto protegge la parte esposta: cerca un agente desensibilizzante (nitrato di potassio o idrossiapatite) e una bassa abrasività. In pratica: Sensodyne Sensitivity & Gum se il problema principale è la sensibilità, Meridol se le gengive sono anche infiammate.

Una cosa va detta con chiarezza: nessun dentifricio fa «ricrescere» le gengive che si ritirano. Se la recessione avanza, serve capire da dove viene — spazzolamento troppo aggressivo, infiammazione, parodontite — con una valutazione parodontale. Per approfondire: gengive che si ritirano: cause e soluzioni.

Prima le gengive, poi gli impianti

Se con le gengive sensibili hai già perso un dente, o il dentista ti ha parlato di impianti, tieni a mente l'ordine: prima le gengive, poi gli impianti. Un impianto messo su una parodontite non trattata rischia di perdersi come il dente che sostituisce, perché i batteri sono gli stessi. Nessun dentifricio cambia questa sequenza. Impianti con parodontite: quando si può, e in che ordine →

Il ruolo del dentifricio nella terapia parodontale completa

La parodontite è una malattia cronica che richiede un approccio terapeutico strutturato. Il dentifricio si inserisce nella fase di igiene domiciliare, che è il pilastro del mantenimento a lungo termine. Ecco come si colloca nel percorso completo:

  1. Diagnosi — visita parodontale con sondaggio completo (6 punti per dente), radiografie e valutazione dello stadio
  2. Terapia causale non chirurgica — debridement professionale per rimuovere il biofilm sottogengivale con approccio mini-invasivo
  3. Rivalutazione — dopo 10 settimane, si valuta la risposta dei tessuti
  4. Mantenimento — igiene domiciliare quotidiana (spazzolino elettrico rotante-oscillante + scovolino dopo ogni pasto + dentifricio adeguato) e richiami professionali periodici

Il dentifricio giusto, usato con la tecnica corretta, contribuisce a mantenere stabili i risultati ottenuti con la terapia professionale. Ma senza diagnosi e terapia, cambiare dentifricio non fermerà la progressione della parodontite.

Hai dubbi sulla tua salute gengivale?

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La parodontite si guarisce?

È la domanda che tutti fanno, e merita una risposta onesta: l'osso perso non ricresce da solo, ma la malattia si ferma e si stabilizza, e i denti si tengono per decenni. Cosa vuol dire davvero «guarire», cosa aspettarsi dalla terapia e perché non esiste una cura definitiva: La parodontite si guarisce? La risposta onesta →

Approfondimento

Il dentifricio fa la sua parte, ma il protagonista dell'igiene domiciliare è lo strumento. Per chi ha o ha avuto parodontite, lo spazzolino elettrico rotante-oscillante non è negoziabile, e gli scovolini interdentali completano la routine.

📚 Approfondimento divulgativo: la guida divulgativa sul dentifricio per parodontite sul portale dell'Associazione Gengive Sane.

Domande frequenti

Qual è il miglior dentifricio per la parodontite?
Non esiste un singolo dentifricio migliore per tutti. Per il mantenimento quotidiano, le categorie con fluoruro amminico/stannoso (es. Meridol) e con bicarbonato di sodio + fluoro (es. Parodontax) sono tra le più supportate dalla letteratura scientifica. I dentifrici alla clorexidina 0,12% (es. Curasept) sono indicati solo nelle fasi acute e per periodi brevi. Conta più la tecnica di spazzolamento del dentifricio.
I dentifrici al bicarbonato (es. Parodontax) funzionano davvero per le gengive che sanguinano?
Questa categoria contiene bicarbonato di sodio al 67%, che aiuta a disgregare meccanicamente il biofilm batterico. Studi clinici hanno mostrato una riduzione significativa del sanguinamento gengivale dopo 12 settimane di utilizzo rispetto a un dentifricio convenzionale. Tuttavia, il dentifricio da solo non basta: serve una corretta tecnica di spazzolamento con spazzolino elettrico rotante-oscillante e scovolino dopo ogni pasto.
Il dentifricio senza fluoro va bene per la parodontite?
In generale, no. Il fluoro (almeno 1450 ppm) è raccomandato da tutte le principali linee guida internazionali per la prevenzione della carie e il rafforzamento dello smalto. Un dentifricio senza fluoro a base di idrossiapatite (es. Biorepair) può essere un'alternativa in casi specifici, ma non dovrebbe essere la prima scelta senza una ragione clinica precisa.
Posso usare il dentifricio con clorexidina tutti i giorni?
No. I dentifrici con clorexidina (es. Curasept ADS 0,12%) sono pensati per fasi acute: dopo il debridement, durante infezioni gengivali attive o su indicazione del parodontologo. L'uso prolungato può causare macchie sui denti e alterazione del gusto. Per l'uso quotidiano, scegli un dentifricio con fluoro 1450 ppm senza clorexidina.
I dentifrici sbiancanti fanno male alle gengive sensibili?
Molti dentifrici sbiancanti contengono particelle abrasive aggressive (come carbone attivo, perlite o silice grossolana) che possono irritare le gengive già infiammate e consumare lo smalto, soprattutto in presenza di recessioni gengivali. Se hai gengive sensibili o parodontite, evita i dentifrici sbiancanti e scegli formule delicate con basso indice di abrasività (RDA inferiore a 70).
Quanto dentifricio devo usare ad ogni spazzolamento?
Per gli adulti basta una quantità pari a un pisello. Usarne di più non migliora la pulizia e crea troppa schiuma, rendendo difficile concentrarsi sul solco gengivale. Conta la tecnica, non la quantità: spazzolino elettrico rotante-oscillante inclinato a 45 gradi sul solco gengivale, più scovolino interdentale dopo ogni pasto.
Fluoruro amminico/stannoso o bicarbonato: quale categoria è meglio per le gengive?
Entrambe le categorie sono valide, con meccanismi diversi. Il bicarbonato (es. Parodontax) agisce meccanicamente, disgregando il biofilm; il fluoruro amminico/stannoso (es. Meridol) agisce chimicamente, antibatterico e protettivo sulle gengive. Per la terapia di supporto parodontale quotidiana la seconda categoria è spesso preferibile; la prima è indicata con sanguinamento attivo. Conta più la tecnica di spazzolamento del dentifricio.
Qual è il miglior dentifricio per gengive ritirate?
Per le gengive ritirate serve un dentifricio a bassa abrasività (RDA basso), con fluoro 1450 ppm e agenti desensibilizzanti; evita gli sbiancanti aggressivi. Nessun dentifricio fa ricrescere la gengiva ritirata: gestisce il sintomo, non la causa, che va valutata da un parodontologo per capire se la recessione è reversibile.
Qual è il miglior dentifricio per la piorrea?
Piorrea è il vecchio nome della parodontite. Per il mantenimento quotidiano sono utili i dentifrici con fluoruro amminico/stannoso (es. Meridol) o con bicarbonato di sodio e fluoro (es. Parodontax); quelli con clorexidina 0,12% (es. Curasept) solo nelle fasi acute e per periodi brevi. Nessun dentifricio cura la piorrea: serve la terapia parodontale professionale.
Ho cambiato dentifricio ma le gengive restano infiammate: cosa faccio?
Il dentifricio aiuta a controllare i sintomi, non rimuove la causa: se l'infiammazione resta, va misurata la profondità delle tasche. Il primo passo è la Visita delle Gengive. Per prenotare dal Dott. Galeazzi, a Osimo (AN): WhatsApp 392 592 8061 (wa.me/393925928061).
Come faccio a sapere se le mie gengive sensibili nascondono una parodontite?
Sensibilità e retrazione spesso convivono con la perdita di attacco: solo il sondaggio a sei punti per dente lo dimostra. Il primo passo è la Visita delle Gengive. Per prenotare dal Dott. Galeazzi, a Osimo (AN): WhatsApp 392 592 8061 (wa.me/393925928061).

Fonti scientifiche

  1. Hofer D et al. Stannous fluoride dentifrices and the risk of gingivitis: a systematic review and meta-analysis of randomized controlled trials. J Clin Periodontol. 2024;51(Suppl 26):102-115. PubMed
  2. Yates R et al. A 6-month home usage trial of a 1% sodium bicarbonate dentifrice on gingival health. J Clin Dent. 2019;30(4):45-51.
  3. Montana S et al. Stannous fluoride toothpaste meta-analysis: effects on gingivitis and plaque. J Am Dent Assoc. 2021;152(6):448-459.
  4. Arweiler NB. Modern evidence for the use of stannous fluoride in dentistry. 2022.
  5. Sanz M et al. Treatment of stage I-III periodontitis — The EFP S3 level clinical practice guideline. J Clin Periodontol. 2020;47(Suppl 22):4-60. PubMed
  6. Chouhan S et al. Chlorhexidine in dentistry — a review. J Clin Exp Dent. 2022;14(8):e648-e656.
  7. Cummins D. The development and validation of a new technology, based upon 1.5% arginine, an insoluble calcium compound and fluoride, for everyday use in the prevention and treatment of dental caries. J Dent. 2013;41(Suppl 2):S1-S11.

Hai altre domande? Consulta le FAQ sulla parodontite o il glossario parodontologico.

Il dentifricio giusto è solo l'inizio

Scegliere il dentifricio adeguato è importante, ma non basta. Se le tue gengive sanguinano, sono gonfie o sensibili, hai bisogno di una diagnosi parodontale professionale. Il dentifricio da solo non fermerà la progressione della malattia parodontale.

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Dott. Nicolò Galeazzi, dentista parodontologo a Osimo

Verificato dal Dott. Nicolò Galeazzi

Parodontologo · Master II Livello in Parodontologia, Policlinico Gemelli · Socio Ordinario SIdP (Società Italiana di Parodontologia e Implantologia) · Albo degli Odontoiatri — Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Ancona, n. 702

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico. Per una diagnosi e un piano di trattamento personalizzato, prenota una visita presso il nostro studio.

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