Parodontologia

Parodontite: 12 sintomi da riconoscere prima che sia troppo tardi

Fa parte della guida Parodontite: cos'è, sintomi, cause e come si cura davvero →

Autore & revisione medica
Dott. Nicolò Galeazzi — Odontoiatra esperto in Parodontologia e Implantologia · Master II Liv. in Parodontologia, Policlinico Gemelli, Roma · Socio Ordinario SIdP · profilo completo
Pubblicato: · Ultima revisione clinica:
Fonti: linee guida EFP, SIdP, letteratura peer-reviewed indicata nel testo.
📅 ✍ Dott. Nicolò Galeazzi ⏱ 14 minuti di lettura 📍 Bios Center, Osimo (AN)
Dott. Nicolò Galeazzi
Dott. Nicolò Galeazzi
Dentista Parodontologo · Master II Livello in Parodontologia, Gemelli Roma · SIdP
Chi sono →

La parodontite è una malattia infiammatoria cronica causata dai batteri della placca dentale che distrugge i tessuti di sostegno dei denti — gengive, legamento parodontale e osso alveolare. Se non diagnosticata e trattata, porta alla perdita dei denti.

La parodontite è la malattia orale più diffusa al mondo dopo la carie, eppure la maggior parte delle persone non sa di averla. Il motivo è semplice: nelle fasi iniziali non fa male. Non provoca dolore acuto, non dà segnali eclatanti. Procede in silenzio, distruggendo l'osso che tiene i denti ancorati alla mascella.

I dati epidemiologici del Global Burden of Disease Study (Kassebaum et al., 2014) stimano che la parodontite grave colpisca circa l'11% della popolazione mondiale. In Italia la situazione è altrettanto seria: circa il 47% degli italiani sopra i 35 anni presenta una qualche forma di malattia parodontale, dalla gengivite iniziale alla parodontite conclamata.

Riconoscere i sintomi della parodontite il prima possibile è l'unica strategia efficace per prevenire danni irreversibili. In questo articolo ti spiego, in modo chiaro e senza gergo medico inutile, i 12 segnali da conoscere, ordinati dal più precoce al più grave. Per ciascuno ti indico quando è il momento di preoccuparsi davvero e cosa fare.

47%
degli italiani over 35 ha una forma di malattia parodontale
Dati epidemiologici SIdP
#1
La parodontite è la prima causa di perdita dei denti negli adulti
Global Burden of Disease · Kassebaum et al. 2014

I 12 sintomi della parodontite in ordine di gravità

Gengiva sana Gengiva con parodontite Nessuna tasca Osso integro Zero sanguinamento Tasche profonde Osso riassorbito Sanguinamento attivo Progressione
Figura 1 — Rappresentazione clinica (Dr. N. Galeazzi, 2026)

Figura 1 — Confronto tra gengiva sana e gengiva con parodontite attiva

L'elenco che segue organizza i sintomi dal più precoce (e spesso ignorato) al più grave. Più ti riconosci nei primi punti, meglio è: significa che hai ancora tempo per intervenire. Se ti riconosci negli ultimi, il messaggio è uno solo — prenota subito una visita parodontale.

1 Gengive che sanguinano

Il sanguinamento gengivale è il primo e più importante campanello d'allarme della malattia parodontale. Le gengive sane non sanguinano mai — né durante lo spazzolamento, né con il filo interdentale. Se le tue lo fanno, significa che c'è un'infiammazione attiva causata dalla placca batterica accumulata lungo il margine gengivale.

La ricerca storica di Löe (1967) sulla gengivite sperimentale ha dimostrato che bastano 2-3 settimane senza igiene orale adeguata per sviluppare un'infiammazione gengivale con sanguinamento.

La buona notizia è che, in questa fase, il danno è ancora completamente reversibile. Ma se il sanguinamento persiste per settimane o mesi, l'infiammazione può estendersi in profondità e trasformarsi in parodontite.

Non cadere nel tranello di pensare che lo spazzolino sia "troppo duro" — il problema non è la setola, è il batterio. Approfondisci: gengive che sanguinano, cause e rimedi.

2 Gengive rosse e gonfie

Le gengive sane hanno un colore rosa pallido, una consistenza compatta è un profilo sottile che aderisce perfettamente al dente. Quando si infiammano, cambiano aspetto: diventano rosse, gonfie, lucide e, al tatto, risultano molli e spugnose.

Questa trasformazione è il risultato della risposta immunitaria ai batteri della placca.

Il corpo invia più sangue nella zona colpita (ecco il rossore) e i tessuti si riempiono di liquido infiammatorio (ecco il gonfiore). Se noti che le gengive tra un dente e l'altro — le cosiddette papille interdentali — sono gonfie e arrotondate anziché appuntite e compatte, è un segnale di infiammazione in corso.

Il gonfiore gengivale può essere generalizzato (tutte le gengive) o localizzato (solo alcune zone). In entrambi i casi, non si risolve con colluttori o rimedi casalinghi: serve una valutazione professionale per capire se siamo ancora alla gengivite o se la malattia è già progredita verso la parodontite.

3 Alito cattivo persistente (alitosi)

L'alitosi cronica è uno dei sintomi più sottovalutati della parodontite. Non stiamo parlando dell'alito cattivo occasionale dopo un pasto o al risveglio, ma di un odore sgradevole persistente che non scompare con lo spazzolamento o il colluttorio.

Nella parodontite, i batteri anaerobi (soprattutto Porphyromonas gingivalis, Tannerella forsythia e Treponema denticola) proliferano nelle tasche gengivali profonde, dove lo spazzolino non arriva. Questi batteri producono composti volatili solforati — sono loro a generare l'odore caratteristico.

Se il tuo partner o un familiare ti segnala un alito persistente, o se noti un sapore metallico o sgradevole in bocca anche dopo una buona igiene orale, non ignorare il segnale. Potrebbe essere la spia di tasche parodontali attive. Leggi anche: alito cattivo e gengive, tutte le cause.

Punto chiave

I primi tre sintomi della parodontite — sanguinamento, rossore gengivale e alitosi persistente — compaiono quando la malattia è ancora trattabile senza chirurgia. Non aspettare il dolore: se noti anche uno solo di questi segnali, è il momento giusto per agire.

4 Sensibilità al caldo è al freddo

Se bere un caffè caldo o mangiare un gelato provoca una fitta improvvisa ai denti, la causa potrebbe non essere la carie. Nella parodontite, la recessione gengivale espone la superficie radicolare del dente — una zona non protetta dallo smalto ma rivestita solo dal cemento radicolare, molto più sottile e permeabile.

Le radici esposte contengono migliaia di microscopici tubuli dentinali che comunicano direttamente con il nervo del dente. Quando uno stimolo termico (caldo o freddo) raggiunge questi tubuli, il segnale arriva istantaneamente alla polpa dentale, causando dolore acuto.

La sensibilità dentinale può essere il primo segnale visibile di una parodontite in atto: significa che la gengiva si è già ritirata e l'osso sottostante potrebbe essere compromesso. I dentifrici desensibilizzanti offrono un sollievo temporaneo, ma non risolvono la causa. Serve una diagnosi parodontale.

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Semaforo dei sintomi: quanto è grave?

🟢

Fase iniziale

Sanguinamento · Rossore · Gonfiore

Reversibile con trattamento

🟡

Fase intermedia

Alitosi · Sensibilita · Recessione

Trattabile, danno parziale

🔴

Fase avanzata

Mobilita · Ascesso · Perdita denti

Urgente, rischio perdita

5 Gengive che si ritirano (recessione gengivale)

La recessione gengivale è uno dei segni più evidenti della parodontite.

Quando le gengive si ritirano, la radice del dente diventa visibile è il dente appare più lungo del normale. Molte persone attribuiscono questo fenomeno all'invecchiamento naturale ("i denti si allungano con l'età"), ma non è così: la recessione è quasi sempre il risultato di una malattia parodontale non trattata.

La gengiva si ritira perché l'osso sottostante si sta riassorbendo. L'infiammazione cronica stimola le cellule osteoclaste — cellule che "mangiano" l'osso — è il tessuto di sostegno si riduce progressivamente. La gengiva, che segue il profilo osseo, si ritira di conseguenza.

La recessione gengivale è un danno difficile da recuperare senza intervento chirurgico. Per questo è fondamentale intercettarla il prima possibile. Scopri di più: gengive che si ritirano, cause e soluzioni.

6 Spazi tra i denti che prima non c'erano

Se noti che tra i denti anteriori si stanno aprendo degli spazi (diastemi) che prima non c'erano, oppure che il cibo si incastra dove prima non succedeva, il tuo osso di sostegno potrebbe essere in fase di riassorbimento.

Nella parodontite, la perdita di osso alveolare riduce il supporto che tiene i denti nella loro posizione originale. I denti iniziano a spostarsi, ruotare o inclinarsi sotto la pressione della masticazione è della lingua. I primi a muoversi sono quasi sempre gli incisivi superiori, che tendono a ventagliarsi verso l'esterno (la cosiddetta "apertura a ventaglio").

Questo sintomo non è estetico: è strutturale. Indica una perdita di supporto parodontale già significativa. Se noti spazi nuovi tra i denti, è il momento di prenotare una visita parodontale completa con sondaggio e radiografie.

7 Denti che sembrano più lunghi

Questo sintomo è strettamente collegato alla recessione gengivale (sintomo n. 5), ma merita una menzione a parte perché è spesso il primo segnale che il paziente nota guardandosi allo specchio.

I denti non crescono: sono le gengive che si abbassano, scoprendo la radice. Il risultato visivo è un dente che appare più allungato e sproporzionato rispetto ai denti vicini. Questa percezione è particolarmente evidente nei denti anteriori inferiori e nei canini.

Oltre al disagio estetico, i denti "più lunghi" segnalano un problema funzionale: meno gengiva è meno osso significano meno stabilità. Se non trattata, la situazione peggiora progressivamente. La terapia parodontale può arrestare la progressione; in alcuni casi, interventi di chirurgia mucogengivale possono ricostruire parte del tessuto perso.

8 Dolore alla masticazione

Nella parodontite, il dolore durante la masticazione è un segnale di fase intermedia o avanzata. Significa che il legamento parodontale — la struttura fibrosa che ammortizza il dente nell'osso — è compromesso. Quando mastichi, il dente non ha più il suo "cuscinetto" naturale è il carico masticatorio causa dolore.

Il dolore può manifestarsi come una sensazione di pressione diffusa, un fastidio sordo localizzato a un gruppo di denti, o una fitta acuta mordendo qualcosa di duro. A volte il paziente riferisce di "non saper più dove mordere" perché ogni posizione sembra scomoda.

È importante distinguere il dolore parodontale dal dolore da carie o da frattura dentale: nel caso della parodontite, il dolore è spesso associato a mobilità del dente e peggioramento del sanguinamento gengivale.

Non aspettare che i sintomi peggiorino

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🪥 Lo spazzolino elettrico: il tuo alleato contro la parodontite

La ricerca (Yaacob et al., 2014, Cochrane Review) dimostra che lo spazzolino elettrico con testina rotante-oscillante rimuove fino al 21% in più di placca e riduce la gengivite dell'11% in più rispetto allo spazzolino manuale. Per chi ha sintomi di parodontite, passare allo spazzolino elettrico è uno dei cambiamenti più impattanti.

Il Dott. Galeazzi lo consiglia come standard a tutti i pazienti del suo studio.

I 3 gradi di mobilita dentale

↔️

Grado 1

Mobilita appena percepibile (<1mm)

Recuperabile

↔️↔️

Grado 2

Movimento orizzontale >1mm

Stabilizzabile

↕️↔️

Grado 3

Movimento anche verticale

Prognosi riservata

9 Denti che si muovono

La mobilità dentale è uno dei sintomi più allarmanti della parodontite e indica una perdita di osso significativa. Un dente sano è ancorato nell'osso alveolare da un sistema di fibre (legamento parodontale) è da diversi millimetri di osso compatto. Quando la parodontite distrugge questo sistema di supporto, il dente inizia a oscillare.

La mobilità viene classificata clinicamente in tre gradi: grado 1 (mobilità appena percepibile), grado 2 (il dente si muove di oltre 1 mm in senso orizzontale) e grado 3 (il dente si muove anche in senso verticale — può essere "premuto" dentro l'alveolo).

La mobilità di grado 1 e 2 è spesso reversibile o stabilizzabile con un adeguato trattamento parodontale. La mobilità di grado 3 indica un danno molto avanzato è la prognosi del dente è riservata. Approfondisci: denti che si muovono, cause e cosa fare.

10 Ascesso gengivale

L'ascesso parodontale è una raccolta di pus che si forma all'interno di una tasca gengivale profonda. Si manifesta come un gonfiore localizzato, dolente, caldo, spesso accompagnato da un sapore sgradevole in bocca dovuto al drenaggio spontaneo del pus.

A differenza dell'ascesso di origine endodontica (che nasce dalla polpa del dente), l'ascesso parodontale origina dalla tasca gengivale e si verifica quando l'apertura della tasca si chiude, intrappolando i batteri all'interno. La pressione aumenta è il pus cerca una via di uscita, formando una fistola o provocando un gonfiore acuto.

L'ascesso gengivale richiede un intervento tempestivo: drenaggio, disinfezione della tasca e, nelle fasi successive, trattamento parodontale definitivo per eliminare la tasca profonda che ha causato il problema. Non aspettare che "passi da solo" — un ascesso parodontale non trattato può causare ulteriore perdita ossea in tempi molto rapidi.

11 Cambiamento nell'occlusione (morso diverso)

Se hai la sensazione che i denti non combacino più come prima, che il morso sia "cambiato" o che alcuni denti tocchino prima di altri, potresti avere un problema parodontale avanzato.

La parodontite grave causa lo spostamento dei denti (migrazione patologica) per la perdita di osso e legamento parodontale. I denti, non più trattenuti nella loro posizione, si muovono sotto le forze masticatorie. Il risultato è un'alterazione dell'occlusione: i denti non si incontrano più come dovrebbero è il paziente percepisce un "morso diverso" o "storto".

Questo cambiamento non è solo un fastidio: un'occlusione alterata può creare sovraccarichi su denti già compromessi, accelerando la perdita di supporto. Per questo, nella terapia parodontale, la valutazione dell'occlusione è sempre parte del piano di trattamento.

12 Perdita spontanea di denti

La perdita spontanea di un dente — un dente che cade da solo, senza trauma — è il segnale estremo della parodontite non trattata. A questo punto, l'osso di sostegno è stato quasi completamente distrutto è il dente non ha più nulla a cui ancorarsi.

La parodontite è la prima causa di edentulia (perdita dei denti) negli adulti, superando la carie e i traumi. Secondo il Global Burden of Disease Study, la malattia parodontale grave è la sesta patologia più diffusa al mondo (Kassebaum et al., 2014).

Se hai già perso un dente per parodontite, è essenziale trattare tutti i denti rimanenti prima di pensare alla sostituzione con impianti. Inserire un impianto in una bocca con parodontite attiva significa condannare anche l'impianto alla stessa sorte (perimplantite). Per una panoramica completa sulla malattia, consulta la pagina dedicata alla parodontite.

Parodontite sintomi iniziali vs avanzati — la differenza che conta

La classificazione EFP/AAP 2018 (Tonetti, Greenwell, Kornman) suddivide la parodontite in quattro stadi. Lo stadio determina la gravità della malattia e, di conseguenza, il tipo di trattamento necessario. Ecco come si traducono i sintomi nelle due macro-categorie che il paziente può riconoscere:

Caratteristica Stadio I–II (iniziale/moderata) Stadio III–IV (grave/avanzata)
Sanguinamento Occasionale, durante spazzolamento o filo Frequente, anche spontaneo
Dolore Assente o molto lieve Presente alla masticazione, possibili ascessi
Recessione gengivale Minima o assente Evidente, radici esposte
Mobilità dentale Assente Presente (grado 1-3)
Perdita ossea Inferiore al 33% della radice Oltre il 33%, fino alla perdita totale
Tasche gengivali 4–5 mm 6 mm o più
Denti persi Nessuno Possibili, fino a edentulia
Trattamento tipico Terapia causale non chirurgica (debridement) Debridement + eventuale chirurgia parodontale
Prognosi Eccellente se trattata Buona con trattamento intensivo e costante
La parodontite di stadio I e II è come un incendio appena iniziato: lo puoi spegnere con un estintore. Lo stadio III e IV è un incendio che ha già danneggiato la struttura: puoi fermarlo, ma servirà ricostruire.

La lezione più importante è questa: non aspettare i sintomi avanzati per agire.

I sintomi dal n. 1 al n. 5 nella lista sopra corrispondono in genere agli stadi I-II, dove il trattamento è più semplice, meno invasivo e con risultati migliori. I sintomi dal n. 9 al n. 12 indicano quasi sempre stadi III-IV, dove il percorso terapeutico è più complesso è la prognosi meno prevedibile.

Come capire se hai la parodontite: il test casalingo

Non puoi diagnosticare la parodontite da solo — per quello servono il sondaggio parodontale è le radiografie. Ma puoi usare queste 5 domande per capire se hai bisogno di una visita parodontale. Rispondi con sincerità:

Le 5 domande chiave

Le tue gengive sanguinano quando ti lavi i denti o usi il filo interdentale?
Hai notato che le gengive si sono ritirate o che i denti sembrano più lunghi rispetto a qualche anno fa?
Soffri di alito cattivo persistente che non migliora con l'igiene orale?
Senti i denti sensibili al caldo o al freddo, soprattutto vicino alla gengiva?
Hai notato che qualche dente si muove leggermente o che il morso è cambiato?

Risultato: se hai risposto sì anche a una sola di queste domande, una visita parodontale è consigliata. Se hai risposto sì a due o più domande, la visita è urgente.

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Quando andare dal parodontologo: i 3 segnali d'allarme

Non tutti i sintomi parodontali hanno la stessa urgenza. Ecco i tre segnali che non puoi assolutamente ignorare:

⚠ Segnali d'allarme
  1. Un dente che si muove. La mobilità dentale indica una perdita ossea già avanzata. Ogni giorno di ritardo può ridurre le possibilità di salvare il dente. Non aspettare: contatta un parodontologo entro pochi giorni.
  2. Un ascesso gengivale. Gonfiore, dolore pulsante, sapore di pus in bocca: l'ascesso parodontale richiede un intervento entro 24-48 ore. Il drenaggio precoce previene danni ossei aggiuntivi e complicanze sistemiche.
  3. Sanguinamento gengivale da più di 2 settimane. Un sanguinamento occasionale può dipendere da una pulizia troppo energica. Ma se le gengive sanguinano regolarmente da oltre due settimane, c'è un'infiammazione cronica in corso. La visita parodontale non può più essere rimandata.

In presenza di uno qualsiasi di questi segnali, il consiglio è chiaro: non aspettare il prossimo controllo di routine. Contatta direttamente un professionista con competenza approfondita in parodontologia. Al Bios Center di Osimo puoi prenotare una visita parodontale scrivendo su WhatsApp al 3925928061.

La diagnosi professionale: cosa succede alla prima visita

I sintomi che hai letto finora sono segnali che puoi osservare a casa. Ma la diagnosi di parodontite richiede strumenti clinici precisi è una valutazione da parte di un odontoiatra con formazione avanzata in parodontologia. Ecco cosa aspettarti alla prima visita parodontale:

1
Sondaggio parodontale completo

Con una sonda millimetrata, il parodontologo misura la profondità delle tasche gengivali in 6 punti per ogni dente (circa 180 misurazioni in totale). Le tasche oltre i 4 mm indicano la presenza di parodontite.

Il sondaggio registra anche il sanguinamento al sondaggio (BOP — Bleeding on Probing), un indicatore fondamentale dell'infiammazione attiva. L'esame è praticamente indolore. Scopri di più sul sondaggio parodontale.

2
Radiografie o TAC 3D

Le radiografie endorali (status radiografico completo con 14-18 pellicole) o la TAC Cone Beam permettono di visualizzare il livello dell'osso alveolare attorno a ogni dente. Si valuta la quantità di osso residuo, la forma del difetto osseo (orizzontale o verticale) è la presenza di eventuali lesioni periapicali. Questi dati sono indispensabili per determinare lo stadio della parodontite.

3
Classificazione EFP/AAP 2018 e piano terapeutico

Sulla base dei dati raccolti, la parodontite viene classificata secondo il sistema introdotto da Tonetti, Greenwell e Kornman (2018) in stadi (I-IV) e gradi (A-C). Lo stadio indica la gravità attuale è la complessità terapeutica.

Il grado indica la velocità di progressione è il rischio futuro. Da questa classificazione nasce il piano terapeutico personalizzato, che può includere terapia causale non chirurgica (debridement sottogengivale), chirurgia parodontale è un programma di mantenimento a lungo termine.

Ogni piano di trattamento inizia con la terapia causale non chirurgica: un approccio mini-invasivo di debridement sottogengivale che rimuove placca e tartaro dalle tasche parodontali, senza bisogno di chirurgia. In molti casi di stadio I e II, è in diversi casi di stadio III, questa terapia è sufficiente per stabilizzare la malattia.

🩺 Nota clinica

Nella prima visita parodontale, il sondaggio completo (6 punti per dente) è l'esame più importante: è praticamente indolore e fornisce una mappa precisa della situazione. Senza questo esame, qualsiasi diagnosi di parodontite è incompleta. Consiglio a tutti i pazienti di chiedere sempre il sondaggio parodontale durante i controlli periodici.

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In sintesi

  • La parodontite ha almeno 12 segnali d'allarme, dal sanguinamento gengivale lieve fino alla mobilità dei denti — riconoscerli presto salva i denti
  • La diagnosi precoce cambia tutto: uno screening parodontale è rapido, indolore e permette di intervenire prima che il danno diventi irreversibile
  • Non aspettare il dolore per agire — la parodontite avanza spesso senza sintomi evidenti, ed è proprio questo il suo pericolo maggiore
📚 Approfondimento divulgativoPer una versione divulgativa, vedi la guida divulgativa alla parodontite cronica sul sito dell'Associazione Gengive Sane.

Domande frequenti sui sintomi della parodontite

Quali sono i primi sintomi della parodontite?
I primi sintomi della parodontite sono il sanguinamento gengivale durante lo spazzolamento o l'uso del filo interdentale, il gonfiore è il rossore delle gengive, e l'alito cattivo persistente (alitosi). Questi segnali indicano un'infiammazione batterica già in corso e non vanno mai ignorati. A differenza di quanto molti pensano, la parodontite iniziale non provoca dolore, motivo per cui spesso viene diagnosticata tardi.
La parodontite fa male?
Nella maggior parte dei casi la parodontite non provoca dolore nelle fasi iniziali, ed è proprio questo il motivo per cui spesso viene diagnosticata tardi. Il dolore compare nelle fasi avanzate, quando si formano ascessi gengivali o quando i denti diventano mobili. Per questo è fondamentale prestare attenzione ai segnali precoci come il sanguinamento gengivale, che è indolore ma indica comunque un'infiammazione attiva.
Come distinguere la gengivite dalla parodontite?
La gengivite è un'infiammazione superficiale e reversibile che coinvolge solo la gengiva. La parodontite è la fase successiva: l'infiammazione si estende in profondità e inizia a distruggere l'osso che sostiene i denti. La differenza si valuta con il sondaggio parodontale: se le tasche gengivali superano i 4 mm, si parla di parodontite. A casa puoi sospettare il passaggio dalla gengivite alla parodontite se noti recessione gengivale, sensibilità radicolare o mobilità dentale — tutti segni di coinvolgimento osseo.
Le gengive che si ritirano sono un segno di parodontite?
Sì. La recessione gengivale è uno dei sintomi più comuni della parodontite. Quando le gengive si ritirano, espongono la radice del dente, causando sensibilità è un aspetto estetico alterato (i denti sembrano più lunghi). Non è un fenomeno legato all'invecchiamento: è un segnale di malattia parodontale attiva che richiede una valutazione professionale.
Cosa succede se non si cura la parodontite?
Se non trattata, la parodontite distrugge progressivamente l'osso alveolare che sostiene i denti. I denti iniziano a muoversi, si formano spazi tra un dente e l'altro, è alla fine cadono spontaneamente. La parodontite grave è la prima causa di perdita dei denti negli adulti. Inoltre, la ricerca scientifica ha documentato una correlazione con un aumento del rischio cardiovascolare, complicanze nel diabete e problemi in gravidanza.
A che età compare la parodontite?
La parodontite può comparire a qualsiasi età, anche se è più frequente dopo i 35 anni. Esistono forme aggressive che colpiscono anche pazienti giovani tra i 20 e i 30 anni. I fattori di rischio principali includono la predisposizione genetica, il fumo, il diabete non controllato è una scarsa igiene orale. Il 47% degli italiani sopra i 35 anni presenta una qualche forma di malattia parodontale.
Come si diagnostica la parodontite?
La diagnosi di parodontite si basa su tre elementi: il sondaggio parodontale (misurazione della profondità delle tasche gengivali con una sonda millimetrata), le radiografie endorali o la TAC 3D (per valutare il livello dell'osso), è la raccolta della storia clinica. Questi dati permettono di classificare la malattia secondo il sistema EFP/AAP 2018 in stadi (I-IV) e gradi (A-C) è di pianificare la terapia personalizzata.
I denti che si muovono si possono salvare?
Dipende dalla quantità di osso residuo e dalla risposta del paziente alla terapia. In molti casi, anche denti con mobilità moderata possono essere stabilizzati attraverso la terapia parodontale non chirurgica (debridement sottogengivale), eventualmente seguita da chirurgia rigenerativa. Ogni caso va valutato individualmente con un sondaggio parodontale completo è una TAC. Il fattore decisivo è il tempo: prima si interviene, maggiori sono le possibilità di salvare il dente.

Fonti scientifiche

  1. Tonetti MS, Greenwell H, Kornman KS. Staging and grading of periodontitis: Framework and proposal of a new classification and case definition. J Clin Periodontol. 2018;45 Suppl 20:S149-S161. PubMed
  2. Kassebaum NJ, Bernabé E, Dahiya M, et al. Global burden of severe periodontitis in 1990-2010: a systematic review and meta-regression. J Dent Res. 2014;93(11):1045-1053. PubMed
  3. Löe H, Theilade E, Jensen SB. Experimental Gingivitis in Man. J Periodontol. 1965;36:177-187. PubMed

Hai altre domande? Consulta le FAQ sulla parodontite o il glossario parodontologico.

Non aspettare il sintomo n. 12

La parodontite è una malattia subdola perché non fa male finché non è troppo tardi. Se ti sei riconosciuto anche in uno solo dei 12 sintomi descritti in questo articolo, il momento per agire è adesso — non tra sei mesi al prossimo controllo.

Al Bios Center di Osimo eseguiamo visite parodontali complete con sondaggio, radiografie e diagnosi secondo la classificazione internazionale EFP/AAP 2018. Tutto in un unico appuntamento, con un linguaggio chiaro è un piano terapeutico personalizzato.

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Verificato dal Dott. Nicolò Galeazzi

Dentista Parodontologo · Master II Livello in Parodontologia, Policlinico Gemelli · Socio Ordinario SIdP · Ordine Medici Ancona n. 702

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità esclusivamente informative e non sostituiscono il parere del medico. Per una diagnosi e un piano di trattamento personalizzato, prenota una visita presso il nostro studio.

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