Il percorso di cura
Il protocollo terapeutico per la parodontite stadio 4
Il trattamento della parodontite stadio 4 segue le linee guida EFP S3 (Sanz et al., 2020) e si articola in fasi sequenziali ben definite. Ogni fase ha obiettivi specifici e deve essere completata prima di passare alla successiva. Non esistono scorciatoie.
Fase 1: Terapia causale non chirurgica
La prima fase è sempre la terapia causale, anche nei casi più gravi. L'obiettivo è eliminare la causa primaria della malattia: il biofilm batterico e il tartaro accumulati nelle tasche parodontali.
Il trattamento consiste nel debridement subgengivale — la rimozione accurata del biofilm batterico, del tartaro e del tessuto necrotico dalle tasche parodontali, utilizzando strumenti sonici/ultrasonici e curette manuali con un approccio mini-invasivo. Si lavora sotto la gengiva, raggiungendo le superfici radicolari contaminate nelle tasche profonde.
Nello stadio 4 il debridement viene tipicamente eseguito in 4-6 sedute, nell'arco di 2-4 settimane, trattando uno o due quadranti per seduta. L'anestesia locale rende la procedura confortevole per il paziente.
Parallelamente alla terapia causale, vengono affrontati i fattori di rischio modificabili:
- Cessazione del fumo con supporto motivazionale
- Controllo glicemico nel paziente diabetico (in collaborazione con il diabetologo)
- Istruzioni di igiene orale domiciliare personalizzate
Fase 2: Rivalutazione parodontale
Dopo 8-12 settimane dalla fine della terapia causale, si ripete il sondaggio parodontale completo. Questo periodo di attesa è necessario per permettere ai tessuti di guarire e stabilizzarsi.
La rivalutazione misura la risposta del paziente alla terapia: le tasche si sono ridotte? Il sanguinamento è diminuito? I denti sono più stabili? I risultati della rivalutazione determinano il passo successivo:
- Se le tasche si sono ridotte a 4 mm o meno senza sanguinamento → il paziente passa direttamente alla fase di mantenimento
- Se persistono tasche profonde (≥ 5-6 mm) con sanguinamento → è indicata la chirurgia parodontale sui siti non guariti
Nello stadio 4, è piuttosto comune che dopo la terapia causale persistano tasche residue profonde, soprattutto in corrispondenza dei difetti ossei angolari e delle lesioni di forcazione. La chirurgia parodontale diventa quindi spesso parte integrante del piano di trattamento.
Fase 3: Chirurgia parodontale (quando necessaria)
La chirurgia parodontale non è il primo passo, ma può essere necessaria nei siti che non rispondono alla terapia causale. Nello stadio 4, gli interventi più frequenti sono:
- Chirurgia resettiva — riduce le tasche eliminando il tessuto osseo e gengivale in eccesso. Indicata nei difetti orizzontali
- Chirurgia rigenerativa — mira a ricostruire l'osso perso utilizzando biomateriali (innesti ossei), membrane e fattori di crescita. Indicata nei difetti ossei angolari (verticali) profondi, dove il potenziale rigenerativo è maggiore
- Chirurgia delle forcazioni — trattamento delle lesioni di forcazione nei molari, che possono includere tunnelizzazione, amputazione radicolare o rigenerazione a seconda della gravità
Fase 4: Riabilitazione protesica
Questa fase è specifica dello stadio 4 e lo distingue dagli stadi precedenti. Una volta stabilizzata la malattia parodontale, si procede alla sostituzione dei denti mancanti e al ripristino della funzione masticatoria. Le opzioni includono:
- Impianti dentali nei siti dove l'osso è sufficiente (o dopo rigenerazione ossea)
- Ponti fissi supportati da denti naturali o impianti
- Protesi rimovibili parziali in casi selezionati
- Ortodonzia per riallineare denti migrati
Fase 5: Terapia di supporto parodontale (SPT) a vita
La terapia di supporto parodontale (SPT — Supportive Periodontal Therapy) è la fase più importante di tutto il percorso. Non è una “igiene dentale” generica: è un protocollo di monitoraggio e trattamento periodico specificamente progettato per prevenire la recidiva della malattia.
Nello stadio 4, la frequenza raccomandata è ogni 3-4 mesi, per tutta la vita. Ogni seduta di mantenimento comprende:
- Aggiornamento dell'anamnesi e dei fattori di rischio
- Sondaggio parodontale dei siti critici
- Rimozione del biofilm e del tartaro sopra e sotto gengivale
- Reinstruzione all'igiene domiciliare se necessario
- Motivazione del paziente
Senza la terapia di supporto parodontale (SPT) regolare, i risultati ottenuti con il trattamento attivo vengono persi nel giro di 2-5 anni. La parodontite è una malattia cronica: non finisce dopo la terapia. Viene tenuta sotto controllo, ma tende a recidivare se il monitoraggio si interrompe.